L’installazione “Stasera mi fucileranno” prende il titolo dell’ultimo libro che Angelo Bendotti, a lungo presidente del nostro Istituto, prima di morire ha pubblicato nel novembre 2024 sul partigiano Giorgio Paglia. È una citazione proprio dall’ultima lettera che, prima della fucilazione, Giorgio scrive alla fidanzata, Cicci Vandone. Per noi che con Bendotti lavoravamo ogni giorno, lui da quel libro aveva già tratto una nuova direzione di ricerca: “dobbiamo imparare a lavorare sul dolore di chi resta”. A questa tensione di ricerca abbiamo intrecciato l’inflessibilità e la testardaggine di Bendotti nel costruire un dialogo critico con la comunità e il territorio.

Siamo quindi ritornati a lavorare dentro a Casa della Libertà, luogo sorto nel cuore di Bergamo in memoria di Antonio Locatelli, eroe del fascismo e della guerra coloniale in Etiopia, per sollecitare nuove attenzioni attorno al passato fascista e coloniale del nostro paese.

Nell’ottantesimo dalla Liberazione volevamo che la consapevolezza che siamo stati un paese fascista – fondato sulla guerra e la violenza, sulla difesa del privilegio e della disuguaglianza – continuasse a renderci cittadini e cittadine inquieti e capaci di scegliere la memoria e l’immaginario che intendiamo costruire nei luoghi nati come espressione del fascismo e risignificati dagli uomini e dalle donne della Resistenza, che da lì fecero ripartire la vita democratica della nostra provincia.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’installazione ha portato di fronte all’affresco dedicato a Locatelli le lettere di sei condannati a morte della Resistenza bergamaschi: Andrea Caslini, Cesare Consonni, Guido Galimberti, Giorgio Paglia, Sporchia Giuseppe e Arturo Turani. Attraverso sei parole, rintracciate sia nelle lettere dei condannati sia nelle due edizioni del “Libro del Fascista”, abbiamo costruito un percorso di sei pannelli.

 

 

 

 

 

 

 

Ogni pannello è composto di tre facce: una prima con la parola chiave (Orgoglio, Coraggio, Vittoria, Donne, Dio, Italia); le altre due con le sue declinazioni: quella fascista e quella di chi sognava la libertà dal nazifascismo. Nei pannelli si contrappongono stralci dal “Libro del Fascista”, abbinati a un dettaglio dell’affresco per Locatelli, ed estratti dalle lettere dei condannati corredati dalle loro biografie e fotografie.

Apre l’installazione un totem che introduce al tema trattato e spiega la modalità di lettura dei pannelli. Per permettere futuri allestimenti anche al di fuori di Casa della Libertà il totem presenta una riproduzione integrale dell’affresco dedicato ad Antonio Locatelli, dov’è possibile rintracciare nella visione d’insieme i dettagli inseriti nel percorso dell’installazione.

Corredano l’installazione le copie delle veline delle lettere dei condannati a morte, trascritte dagli originali in occasione della prima edizione del volume “Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana”. Chi visita l’installazione è invitato a portare con sé copia delle lettere.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per bambine e bambini è stata realizzata una piccola guida, una zine stampata su foglio A3 ripiegato, che possono seguire per visitare in autonomia l’installazione. Nella guida trovano un percorso ridotto di 3 parole (Orgoglio, Coraggio, Vittoria). Di questa guida è in preparazione anche una seconda parte, con le restanti 3 parole (Donne, Italia, Vittoria).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per il giorno dell’inaugurazione, il 23 aprile, e per l’80° anniversario della Liberazione abbiamo organizzato due reading teatrali insieme a Elisabetta Vergani e Sara Calvanelli per Farneto Teatro . Grazie a loro le lettere dei condannati a morte della Resistenza bergamasca sono diventate voce e musica che irrompono nell’atrio facendo risuonare l’eredità degli uomini e delle donne della Resistenza.

L’installazione può essere richiesta per un nuovo allestimento, scriveteci a: info@isrec.it

 

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Stasera mi fucileranno
Un’installazione per il 25 aprile 2025, in omaggio a Angelo Bendotti

A cura di ISREC BERGAMO – ETS in collaborazione con il Comune di Bergamo
Gruppo di lavoro per ideazione, ricerca e testi: Luciana Bramati, Andrea Giovarruscio, Ilaria Lanfranconi, Lia Martini, Mara Minuscoli, Elisabetta Ruffini
Grafica e allestimento: Federico Basile e Beppe del Greco

 

 

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