{"id":4710,"date":"2015-02-03T12:55:30","date_gmt":"2015-02-03T12:55:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/?p=4710"},"modified":"2015-02-03T12:59:25","modified_gmt":"2015-02-03T12:59:25","slug":"il-memoriale-italiano-di-auschwtitz-o-delle-bugie-che-offendono","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/?p=4710","title":{"rendered":"Il Memoriale italiano di Auschwtitz o delle bugie che offendono"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Apple-style-span\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-169\" src=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/auschwitz1-300x219.gif\" alt=\"Memoriale italiano Auschwitz\" width=\"300\" height=\"219\" srcset=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/auschwitz1-300x219.gif 300w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/auschwitz1-1024x750.gif 1024w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/auschwitz1.gif 1177w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La vicenda del <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Memoriale Italiano di Auschwitz<\/span><\/strong> sembra si stia chiudendo e torna di attualit\u00e0 su alcuni giornali italiani. L&#8217;<strong>Isrec<\/strong>\u00a0<strong>Bg<\/strong> si \u00e8 impegnato da anni sulla questione del memoriale e di fronte alle superficialit\u00e0 che si vanno diffondendo in questi giorni ha deciso di prendere la parola, convinto infatti che la precisione sia il minimo che si possa pretendere in questa delicata vicenda di memoria e di conservazione del patrimonio artistico e culturale italiano<\/span><\/p>\n<p><strong>Elisabetta Ruffini<\/strong>,\u00a0direttrice dell&#8217;Isrec, ha scritto a Corrado Augias il 30 gennaio, dopo che diverse lettere erano state pubblicate sulla rubrica da lui curata per &#8220;la Repubblica&#8221;.<\/p>\n<p>Caro Augias,<\/p>\n<p>la sua rubrica ha dato spazio in questi giorni alla questione del Memoriale italiano di Auschwitz e come Istituto della Resistenza di Bergamo, che ha iniziato a battersi dal 2008 per chiedere al governo italiano la riapertura del nostro memoriale, prendo oggi la parola contro la sciatteria e l&#8217;inadeguatezza &#8211; per usare una sua espressione &#8211; delle spiegazioni date circa la necessit\u00e0 della chiusura e dello spostamento dell&#8217;opera italiana.<\/p>\n<p>Ad Auschwitz l&#8217;Italia non ha una mostra da rifare. Ha un&#8217;opera realizzata dall&#8217;Aned (Associazione Nazionale ex-deportati) e frutto del lavoro di grandi nomi della cultura del Novecento: Lodovico Belgiojoso, Primo Levi, Nelo Risi, Pupino Samon\u00e0, Luigi Nono, che insieme hanno costruito un luogo di memoria per raccontare la storia della deportazione italiana nel quadro storico delle &#8220;tirannidi nazifasciste&#8221; (per usare le parole di Primo Levi). E&#8217; quest&#8217;opera, considerata di primo piano nella storia dell&#8217;arte italiana (cfr. Bruno Zevi e Cesare De Seta), che l&#8217;Italia ha deciso di portare via da Auschwitz, permettendo al Museo di dare lo sfratto all&#8217;Aned.<\/p>\n<p>Responsabile della presenza italiana nel campo di fronte al Museo polacco \u00e8 la Presidenza del Consiglio e trovo vergognoso e indicente che oggi si scarichi sulla Polonia ogni responsabilit\u00e0 della scelta di chiudere e togliere il memoriale italiano per realizzare una nuova installazione. E&#8217; mai possibile che l&#8217;Italia non sappia proteggere il proprio patrimonio artistico e storico nel mondo? Qualcuno vuole farci credere che di fronte alla scelta italiana di conservare in Auschwitz il memoriale di Levi (unico esempio in cui il testimone Levi lavor\u00f2 per la realizzazione di un&#8217;opera architettonica) la Polonia avrebbe forse fatto nascere una crisi diplomatica?<\/p>\n<p>Insieme all&#8217;Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) e i sindacati edili di CGIL, CISL e UIL, e a fianco dell&#8217;Aned, avevamo intrapreso nel 2009 una battaglia perch\u00e9 il memoriale italiano fosse restaurato e aperto al pubblico. Questa battaglia, che oggi anche altri stanno portando avanti (Gherush92), credo ormai possa dirsi persa. L&#8217;Aned non ha potuto che adeguarsi alle volont\u00e0 del Museo fatta propria dal governo italiano e, per salvare il suo memoriale dalla distruzione, decidere di smontarlo e trasferirlo in Italia.<\/p>\n<p>Tuttavia credo che, in quanto cittadini italiani, possiamo pretendere, da chi ha deciso &#8211; in primis la Presidenza del Consiglio &#8211; di tappare in Auschwitz la bocca a Primo Levi, una spiegazione pi\u00f9 articolata della facile storia dei cattivi polacchi allergici &#8220;ai richiami artistici al comunismo, oggi considerati fuori legge in Polonia&#8221; (Repubblica 29 gennaio, Stefano Verrecchia, Ministero degli Esteri).<\/p>\n<p>Matteo Renzi, in quanto Presidente del Consiglio, aveva aperto il semestre italiano in Europa richiamandosi ai padri dell&#8217;Europa e alla necessit\u00e0 di raccogliere la loro eredit\u00e0, ma allora perch\u00e8 l&#8217;Italia non si \u00e8 mossa per rendere agibile e fruibile oggi l&#8217;opera di Levi e Belgiojoso? Entrambi si sono battuti per un&#8217;Europa libera dal nazifascismo, ma oggi, mi pare, l&#8217;Italia rischia di farli passare per due ripetitori acritici dell&#8217;ideologia comunista. O forse, l&#8217;Italia ritiene che l&#8217;antifascismo, tradizione a cui Levi guardava mentre scriveva la trama di quel memoriale, \u00e8 un&#8217;eredit\u00e0 di cui vergognarsi in Europa ed a Auschwitz in particolare?<\/p>\n<p>Ringraziandola della sua attenzione, le porgo i miei cordiali saluti<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Elisabetta Ruffini<\/strong> (direttrice dell&#8217;<strong>Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell&#8217;et\u00e0 contemporanea<\/strong>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Rep27_01_2015_small.pdf\">\u00a0<\/a><em><a href=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Rep27_01_2015_small.pdf\">Leggi l&#8217;intervento di Corrado Augias in risposta ad una lettrice<\/a>\u00a0&#8211;<\/em>\u00a0Repubblica 27 gennaio 2015 &#8211;<\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Rep29_01_2015_small.pdf\">Leggi la lettera del Ministero degli Affari Esteri alla ribrica di Augias<\/a>\u00a0<\/em>&#8211;\u00a0Repubblica 29 gennaio 2015 &#8211;<\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Corriere28_01_2015_small.pdf\">Leggi l&#8217;articolo di Alessia Rastelli\u00a0<\/a>&#8211;<\/em>\u00a0Corriere della Sera 28 gennaio 2015 &#8211;<\/p>\n<p><span class=\"Apple-style-span\">Il prof. arch. <strong>Cesare de Seta<\/strong> ha risposto a Elisabetta Ruffini. Ci pare\u00a0importante rendere nota la sua posizione e ripubblicare quanto de Seta scriveva per L&#8217;Espresso il 10\u00a0marzo 2011 &#8211; <a href=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/De_Seta_def.pdf\"><em>Leggi il suo intervento e l&#8217;articolo de L&#8217;Espresso<\/em><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda del Memoriale Italiano di Auschwitz sembra si stia chiudendo e torna di attualit\u00e0 su alcuni giornali italiani. 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