{"id":5290,"date":"2015-05-26T09:02:36","date_gmt":"2015-05-26T09:02:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/?p=5290"},"modified":"2015-05-26T09:19:54","modified_gmt":"2015-05-26T09:19:54","slug":"ancora-su-locatelli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/?p=5290","title":{"rendered":"Ancora su Locatelli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\">\u00a0Bergamo, 26 maggio 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari soci e amici,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">da tre giorni imperversa sui giornali locali una polemica nata dal nostro comunicato con cui a qualche giorno dall&#8217;apertura della Torre dei Caduti l&#8217;Isrec ha voluto portare all&#8217;attenzione della cittadinanza e dell&#8217;Amministrazione la questione: e di Antonio Locatelli che facciamo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visti i toni, i commenti dei singoli, la piega che la polemica sta prendendo, la malafede che emerge tra le righe, abbiamo ripreso carta e penna per ribadire le ragioni del nostro dire, innanzitutto ai nostri soci e a quanti hanno fiducia nel nostro lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quanto istituto di ricerca non abbiamo mai inteso aprire su Locatelli nessuna polemica politica, ma riteniamo importante anche, e forse soprattutto, di fronte ai bergamaschi pi\u00f9 seri, a quelli pi\u00f9 composti, non vergognarci di chiedere conto della conoscenza e della memoria che la nostra citt\u00e0, e potremmo dire la nostra provincia, conserva di Antonio Locatelli. La questione non \u00e8 la sorte che deve essere destinata al busto di Locatelli oggi nella Torre dei Caduti: se siamo intervenuti alla vigilia dell&#8217;inaugurazione della riapertura della Torre, non \u00e8 per chiedere, tardivamente, la rimozione del busto. Potremo essere i &#8220;fratelli scalmanati dell&#8217;Italia&#8221; (per usare le parole di una canzone), ma non siamo stolti: la questione \u00e8 diversa e se vogliamo la possiamo declinare tanto nel tono serio che in quello che pu\u00f2 apparire scalmanato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo ricordare, rifacendoci alla teoria del restauro, che ogni restauro \u00e8 un atto critico del presente che implica l&#8217;attribuzione di valori al passato da conservare. Per questo non \u00e8 mai atto neutro. E allora non riteniamo di poco conto, n\u00e9 tanto meno discussione ormai archiviata, capire che valore diamo come collettivit\u00e0 alle tracce di Locatelli in citt\u00e0. E&#8217; una scelta che non riguarda il passato, n\u00e9 la generazione di quelli che hanno fatto la Resistenza o hanno vissuto il fascismo, \u00e8 una questione che riguarda chi vive e ha il potere di prendere decisioni nel presente, chi lo costruisce per i propri figli, per rispondere alle domande di chi non sa la storia di questo paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure possiamo riaffermare con lo spirito carico di passione, di quella propria a quanti non si vergognano a provarla pubblicamente, che non lasceremo passare nessuna occasione per denunciare e ricordare chi era Antonio Locatelli. Non \u00e8 questione di essere impietosi, di non provare piet\u00e0 verso il passato, ma di chiedere ai fascisti di testimoniare in quanto fascisti. Che immagine della Prima guerra mondiale emerge da <em>Le ali del prigioniero<\/em> di Locatelli? Quale era la posizione di Locatelli su Fiume? Che posizione espresse Locatelli nel suo ruolo di parlamentare dopo il delitto Matteotti? Quale idea aveva Locatelli del futuro dell&#8217;aeronautica italiana? Cosa pensava Locatelli dell&#8217;Italia proclamata Impero?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo assumere toni e atteggiamenti diversi, la sostanza non cambia: siamo un istituto di storia contemporanea, conosciamo la storia del fascismo e crediamo che sulla conoscenza, e non sui falsi miti, si debba costruire la memoria degli eroi di una citt\u00e0. La memoria di Locatelli mette a fuoco le contraddizioni con cui come cittadini di questo paese abbiamo fatto i conti con la storia del fascismo. Per questo riteniamo che nel Settantesimo della liberazione possiamo dirci ormai sufficientemente maturi per non dover girare troppo in fretta le pagine del passato, ma saperle meditare e squadernare nella loro complessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rincuorano le lettere di sostegno che sono arrivate in questi giorni all&#8217;Isrec: non solo quelle che condividono d&#8217;istinto la passione e quelle di alcuni colleghi storici, ma anche quelle pi\u00f9 pensierose che chiedono, per esempio come don Goffredo Zanchi, un approfondimento di conoscenza per &#8220;poi considerare se non vale la pena di ridurre la presenza pubblica&#8221; di Locatelli, o quella della nostra cittadina onoraria Liliana Segre che venendo a conoscenza delle \u201cprodezze del fascista\u201d esprime il suo sdegno di sopravvissuta alla discriminazione razziale dell\u2019Italia fascista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia n\u00e9 tanto meno gli storici sanno dare ricette sul da farsi, soluzioni pronte da mettere in pratica; ma la storia, e forse pi\u00f9 di altre categorie gli storici, hanno il compito di non lasciare che il presente si appiattisca sulla sua sola dimensione, prendendo la profondit\u00e0 del passato e la libert\u00e0 del futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Isrec Bergamo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0il suo presidente \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 la sua direttrice<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Angelo Bendotti \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Elisabetta Ruffini<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: left;\">\n<div id=\"attachment_5289\" style=\"width: 577px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5289\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5289\" src=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Locatelli_giornali.jpg\" alt=\"Locatelli: le polemiche\" width=\"567\" height=\"900\" srcset=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Locatelli_giornali.jpg 567w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Locatelli_giornali-189x300.jpg 189w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Locatelli_giornali-220x349.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><p id=\"caption-attachment-5289\" class=\"wp-caption-text\">I titoli degli articoli apparsi su Internet<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Bergamo, 26 maggio 2015 Cari soci e amici, da tre giorni imperversa sui giornali locali una polemica nata dal nostro comunicato con cui a qualche giorno dall&#8217;apertura della Torre dei Caduti l&#8217;Isrec ha voluto portare all&#8217;attenzione della cittadinanza e dell&#8217;Amministrazione la questione: e di Antonio Locatelli che facciamo? 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