{"id":6601,"date":"2016-05-09T07:52:53","date_gmt":"2016-05-09T07:52:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/?p=6601"},"modified":"2016-05-09T07:53:55","modified_gmt":"2016-05-09T07:53:55","slug":"perche-le-scelte-politiche-non-sono-degne-di-ricordo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/?p=6601","title":{"rendered":"Perch\u00e9 le scelte politiche non sono degne di ricordo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-6599\" src=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Da_re.jpg\" alt=\"Sandro Da Re\" width=\"503\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Da_re.jpg 998w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Da_re-300x119.jpg 300w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Da_re-768x306.jpg 768w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Da_re-220x88.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 503px) 100vw, 503px\" \/>Oggi si sono celebrati i funerali di <strong>Sandro Da Re<\/strong>, scomparso gioved\u00ec all&#8217;et\u00e0 di 92 anni e <strong>L&#8217;Eco di Bergamo<\/strong> in prima pagina titolava &#8220;Cultura in lutto. Addio a Sandro Da Re fotografo delle Mille Lire&#8221; e ritracciava la biografia del fotografo: figlio di Umberto &#8220;uno dei pionieri della fotografia a Bergamo&#8221;, Sandro \u00e8 stato &#8220;testimone del suo tempo, con una vita professionale completa&#8221;. Ha imparato la fotografia nello studio paterno, dove ha lavorato tutta la vita e insegnato la fotografia ai figli e ai nipoti. Fotografo dei pittori bergamaschi, di Maria Montessori in visita da Myriam Agliardi (ritratto che poi figurer\u00e0 sulle Mille lire, senza che la Banca d&#8217;Italia abbia mai riconosciuto a Da Re alcun diritto), esperto della fotografia industriale a partire dai lavori fatti per la Dalmine, che fotograf\u00f2 per primo anche il giorno del bombardamento il 6 luglio 1944: &#8220;non c&#8217;era ancora andato nessuno, mi accompagnavano due addetti della sorveglianza&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eh gi\u00e0, chi era Sandro Da Re per essere il primo ad entrare a fotografare la Dalmine bombardata? quale ruolo svolse nel periodo fascista lo studio Da Re?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; quasi sorprendente come le ricostruzione che sono state fatte in questi giorni passino completamente sotto silenzio la politica che pure attravers\u00f2 sotto il fascismo la vita della studio Da Re e del giovane Sandro.<br \/>\nGli interrogatori a Umberto e Sandro, raccolti dal gruppo partigiano Fiamme Verdi Val Brembo immediatamente dopo la Liberazione e raccolti, insieme ad altri, da don Antonio Milesi in un fascicolo dal semplice titolo di &#8220;Fascisti&#8221;, testimoniano un percorso dentro il fascismo che pare impossibile dimenticare, anche per capire la portata dei Da Re nella cultura bergamasca. Gi\u00e0 fotografi per Piacenti della Casa Littoria (oggi casa della Libert\u00e0), Umberto nei venti mesi della guerra civile era fotografo, si direbbe oggi, accreditato presso la Federazione fascista alla Casa Littoria, dove Sandro lavor\u00f2 come piantone, ascolt\u00f2 le urla dei partigiani durante gli interrogatori, assistette almeno a quello di una giovane donna, fu implicato nella banda Pirrone (banda di fascisti che travestiti da partigiani aggredirono le collettivit\u00e0 di Bianzano e Leffe) e lasci\u00f2, inorridito dalla ferocia dei compagni, per chiedere il trasferimento alla Federazione di Como come fotografo dove rest\u00f2 fino alla fine della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era giovane Sandro quando c&#8217;era il fascismo &#8211; giovane quanto Dell&#8217;Orto, Giorgio Paglia, Mario Zeduri, giovane come tanti giovani che il fascismo assassin\u00f2. Era un giovane fotografo che aveva imparato e andava affinando un mestiere o un&#8217;arte che significa guardare e far guardare il mondo. Un mestiere o un&#8217;arte che non sono neutri rispetto alla prospettiva scelta per vivere il mondo. Si sa che l&#8217;estetica \u00e8 legata alla politica prima che come nozione teorica, come conseguenza pratica della prospettiva adottata per guardare il mondo e crearne l&#8217;immagine.<br \/>\nPer questo dispiace che non si riconosca a Da Re la scelta politica fatta mentre diventava fotografo, fatta con convinzione e fino in fondo. Tale volont\u00e0 di nascondere qualche mese fa \u00e8 arrivata a diventare istinto di censura (cfr. Studi di storia contemporanea giugno-dicembre 2015, p. 155) e dispiace perch\u00e9 Da Re da fascista avrebbe potuto dirci molto del fascismo a Bergamo, della fotografia sotto il fascismo a Bergamo, del funzionamento della Casa Littoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla cultura bergamasca si sa piace innanzitutto la &#8220;bergamaschicit\u00e0&#8221;. A noi resta l&#8217;impegno a non far dimenticare che c&#8217;era anche lo studio fotografico Sacchi, pionieristico anche lui a Bergamo, ma fondato da Pietro, che veniva da Milano e fu padre di Velia Sacchi, una donna che rischi\u00f2 se stessa nella Resistenza, visse a Milano e a Roma e si batt\u00e9 per le donne, anche le bergamasche, ma non solo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Foto de \u00a9L&#8217;Eco di Bergamo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi si sono celebrati i funerali di Sandro Da Re, scomparso gioved\u00ec all&#8217;et\u00e0 di 92 anni e L&#8217;Eco di Bergamo in prima pagina titolava &#8220;Cultura in lutto. 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