{"id":7845,"date":"2017-12-04T09:15:04","date_gmt":"2017-12-04T09:15:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/?p=7845"},"modified":"2017-12-01T09:54:57","modified_gmt":"2017-12-01T09:54:57","slug":"bendotti-a-lovere-i-conquistatori-dell-impero","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/?p=7845","title":{"rendered":"\u201cI conquistatori dell&#8217;Impero\u201d, il presidente Bendotti a Lovere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la Liberazione, fra le pieghe delle intitolazioni delle strade \u00e8 sopravvissuta parte della toponomastica fascista. Per scoprire le storie celate dietro quei nomi, oggi opachi o avvolti da una patina di eroismo immeritato, sabato 9 dicembre 2017 alle ore 17 nella sala degli Affreschi di <strong>Palazzo Tadini a Lovere<\/strong>, Anpi e Auser organizzano un incontro con\u00a0il presidente dell&#8217;Isrec, <strong>Angelo Bendotti<\/strong>, che presenter\u00e0 il suo ultimo libro, uscito per\u00a0<a href=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/?page_id=2687\">Il filo di Arianna<\/a>:\u00a0\u201c<strong>I conquistatori dell&#8217;impero<\/strong>\u201d (64 pagine, 8 euro).<\/p>\n<div id=\"attachment_7600\" style=\"width: 469px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7600\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7600\" src=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Cartolina_impero-copia-2.jpg\" alt=\"La copertina del libro \u201cI conquistatori dell'Impero\u201d di Angelo Bendotti\" width=\"459\" height=\"312\" srcset=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Cartolina_impero-copia-2.jpg 590w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Cartolina_impero-copia-2-300x204.jpg 300w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Cartolina_impero-copia-2-220x150.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 459px) 100vw, 459px\" \/><p id=\"caption-attachment-7600\" class=\"wp-caption-text\"><b>La copertina<\/b> del libro \u201cI conquistatori dell&#8217;Impero\u201d di Angelo Bendotti<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAngelo Bendotti \u00e8 storico di lungo corso \u2014 scrive nell&#8217;<em>Introduzione\u00a0<\/em>al volume Elisbetta Ruffini, direttrice dell&#8217;Isrec Bergamo \u2014: sa fin troppo bene che lezioni di storia non si danno, ma non ha certo senso smesso di credere che <strong>la consapevolezza della storia non \u00e8 un dato scontato, si ricostruisce con passione e acribia<\/strong> e, di norma, crea scompiglio e imbarazzo. Non serve mai a giustificare il presente, ne \u00e8 anzi la <strong>coscienza inquieta<\/strong>\u00bb. Sabato, quella coscienza sar\u00e0 risvegliata dalla presentazione del libro di Bendotti, accompagnata dall&#8217;introduzione di<strong> Grazia Milesi<\/strong> e dalle\u00a0<strong>letture di Carmelo Strazzeri<\/strong>.\u00a0Agli studenti verr\u00e0 rilasciato un attestato di partecipazione utile per i crediti formativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Anacronismi toponomastici<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sottotitolo del lavoro,\u00a0\u201cTre vie, una piazza e un paesaggio\u201d racchiude il senso della ricerca, a partire dal materiale archivistico (inedito) della commissione toponomastica di Bergamo. Per la citt\u00e0, resistono nomi che apparentemente non dicono nulla, ma nascondono storie di compromissione con il fascismo. Si parte dal caso, celebre, di <strong>Antonio Locatelli<\/strong>. Entro\u00a0la fine dell&#8217;aprile 1937, a poca distanza dalla morte e dai nastrini della doppia medaglia d&#8217;oro per le\u00a0\u201cimprese\u201d belliche del concittadino, la commissione si adopera per tributargli\u00a0\u00abausteramente inquadrato tra querce e allori, dominante la via [che gli viene intitolata], il degno ricordo marmoreo\u00bb. Mai, da allora, \u00e8 stato possibile mettere in discussione l&#8217;intitolazione, protetta da un&#8217;aurea di intoccabilit\u00e0 di Locatelli, difeso ora come\u00a0\u00abfine intellettuale\u00bb, ora come fotografo.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Non solo Locatelli<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza dimenticare don<strong>\u00a0Reginaldo Giuliani<\/strong>,\u00a0\u00abil padre delle Camicie Nere caduto a Passo Uarieu\u00bb, commemorato da una piazzetta di Citt\u00e0 Alta come\u00a0\u00abmartire\u00bb per l&#8217;Impero. O la vicenda, pi\u00f9 nota, dei <strong>Paglia<\/strong>.\u00a0Nel 1956 la Democrazia Cristiana sald\u00f2, nello spazio di poche lettere nere su sfondo bianco, due destini inconciliabili. Un padre, Guido, morto combattendo in Abissinia nel 1936, e un figlio, Giorgio, che aveva rinnegato gli ideali paterni: nel 1944 \u00e8 catturato da partigiano, si potrebbe salvare dalla fucilazione, in virt\u00f9 della nomea racchiusa nel suo cognome; rifiuta, scegliendo di essere giustiziato, per primo di fronte al plotone d&#8217;esecuzione, assieme ai compagni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino a <strong>Gennaro Sora<\/strong>,\u00a0\u00abvera e propria leggenda\u00bb del corpo degli Alpini, responsabile dell&#8217;eccidio di Zeret: 1.200 vittime, fra granate e iprite, nel marzo 1939. Nonostante la strage, che non risparmi\u00f2 donne e bambini, l&#8217;intitolazione\u00a0\u2014 esattamente come per gli altri esempi citati \u2014 \u00e8 ancora al suo posto: centralissimo, a poca distanza dal teatro Donizetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro \u00e8 in vendita presso l&#8217;istituto oppure scrivendo a\u00a0<a href=\"mailto:%20info@filodiarianna.eu\">info@filodiarianna.eu<\/a>. Vi invitiamo a partecipare all&#8217;incontro!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la Liberazione, fra le pieghe delle intitolazioni delle strade \u00e8 sopravvissuta parte della toponomastica fascista. 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