{"id":8674,"date":"2020-03-30T09:50:55","date_gmt":"2020-03-30T09:50:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/?p=8674"},"modified":"2020-04-07T13:52:36","modified_gmt":"2020-04-07T13:52:36","slug":"silenziose-carte-2-galimberti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/?p=8674","title":{"rendered":"Le radici: l\u2019antifascismo. Una cartolina dal confino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\">di <strong>Luciana Bramati<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_8675\" style=\"width: 802px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8675\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-8675\" src=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1_galimbertiaponza.jpg\" alt=\"1 maggio 1929: Galimberti a Ponza\" width=\"792\" height=\"514\" srcset=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1_galimbertiaponza.jpg 792w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1_galimbertiaponza-300x195.jpg 300w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1_galimbertiaponza-768x498.jpg 768w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1_galimbertiaponza-220x143.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 792px) 100vw, 792px\" \/><p id=\"caption-attachment-8675\" class=\"wp-caption-text\">1 maggio 1929: Galimberti a Ponza<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un giovane uomo si fa fotografare in posa mentre legge un libro. Sullo sfondo si scorge l\u2019ansa del porticciolo di Ponza e sul retro della cartolina postale \u00e8 segnata a mano una data 1\u00b0 maggio 1929. In apparenza l\u2019innocua e stereotipata rappresentazione di una \u201cvilleggiatura\u201d&#8230; \u00a0se non fosse che l\u2019uomo \u00e8 Guido Galimberti: \u201cun pericolo per la sicurezza pubblica e per l\u2019organizzazione Nazionale dello Stato\u201d. Cos\u00ec si legge nell\u2019ordinanza, emessa dal Prefetto della Provincia di Bergamo, che il 1\u00b0 dicembre 1926 lo condanna all\u2019arresto immediato e al confino di polizia per tre anni, perch\u00e9 \u201cegli \u00e8 dedito alla propaganda spicciola dei suoi principi politici fra i compagni di lavoro, che ha sempre curata la diffusione di manifestini e stampati di propaganda, specie antimilitarista; [\u2026] che \u00e8 deciso avversario del Regime\u201d. A Galimberti viene quindi assegnata la misura del confino di polizia &#8211; una riedizione aggiornata del domicilio coatto di epoca liberale &#8211; normata dal nuovo Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza del 1926 uno dei provvedimenti delle leggi eccezionali\u00a0 introdotte dal fascismo tra il 1925 e il 1926, dopo il delitto Matteotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si trattava di un provvedimento amministrativo accessorio o complementare della pena erogata dalla magistratura ordinaria o dal Tribunale speciale e poteva riguardare anche gli antifascisti assolti ma sottoposti al controllo di polizia che aveva eventualmente la facolt\u00e0 di diffidarli e richiederne il confino. \u00a0La decisione era assunta, come nel caso di Galimberti gi\u00e0 noto per la sua attivit\u00e0 antifascista, da una Commissione provinciale che disponeva il trasferimento, nelle isole o in piccoli comuni dell\u2019entroterra del mezzogiorno. Eliminate le libert\u00e0 politiche\u00a0e di opinione, l\u2019obiettivo di questa misura era stroncare sul nascere ogni possibile forma di opposizione e limitare il contagio delle idee e delle pratiche antifasciste. Senza dubbio il confino fu la \u201cpalestra politica\u201d in cui si form\u00f2 la generazione della Resistenza ma non va dimenticato che donne e uomini venivano sradicati dai loro contesti familiari, sociali e lavorativi e costretti ad un regime di controllo e di vita spesso molto duri, specialmente per chi non aveva mezzi economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Galimberti, dopo che il suo ricorso all\u2019ordinanza era stato respinto, \u00a0arriva a Lampedusa il 23 gennaio 1927, viene trasferito a Ustica l\u20198 aprile, ed infine a Ponza dal 29 novembre 1928 fino al 7 febbraio 1930, quando sar\u00e0 rilasciato per fine pena.\u00a0 Il 27 febbraio del 1928 sua madre Natalina Colleoni ved. Galimberti,\u00a0 si rivolge direttamente a Mussolini per chiedere la grazia sostenendo \u201cdi poter affermare con sicurezza che il figlio \u00e8 disposto a fare atto di sottomisione\u201d.\u00a0 Nel marzo del 1928, una nota della Direzione generale affari generali riservati al Prefetto di Bergamo, si comunica alla vedova Galimberti: \u201cche occorre pervenga analoga domanda personalmente redatta dal confinato perch\u00e9 questo Ministero possa esaminare l\u2019opportunit\u00e0 di addivenire ad un eventuale atto di clemenza in suo favore, non essendo all\u2019uopo sufficiente l\u2019istanza dei familiari\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda non verr\u00e0 mai inoltrata per la netta opposizione di Guido come ricorda sua cognata Luigina:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mamma ha chiesto la grazia a Mussolini, ma loro l\u00e0 volevano la firma di lui perch\u00e9 era al confino. Quando la mamma ha chiesto questa cosa qui, la mamma\u2026 guai se chiedeva una cosa del genere, preferiva morire gi\u00f9 l\u00e0 a Lampedusa, o dove era, non so io se a Lampedusa o a Ustica, preferiva morire l\u00e0 piuttosto che chiedere la grazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(<em>Intervista a Luigina Masper Galimberti<\/em>, s.l., s.d., Fonoteca Isrec Bg)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Confinato con gravi problemi di sopravvivenza personale e della sua famiglia, ne era l\u2019unico sostentamento, il 1\u00b0 maggio 1929 si fa scattare questa fotografia che \u00e8 un piccolo manifesto di resistenza e di coraggioso invito a non ritirarsi dalla lotta. Intanto la scelta della data: il primo maggio che, a partire dagli ultimi due decenni del XIX secolo, era stata occasione di festa e lotta per i lavoratori di tutti i paesi. Non per nulla il fascismo fin dal 1922 l\u2019aveva abolita e sostituita con il 21 aprile, il \u201cNatale di Roma\u201d. Poi la scelta di un particolare dell\u2019abbigliamento: Galimberti indossa la cravatta alla <em>lavalli\u00e8re<\/em>, segno di riconoscimento, dalla seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, dei \u201csovversivi\u201d e degli artisti. Infine il confinato tiene tra le mani l\u2019edizione del 1928 de <em>La madre<\/em> di Maksim Gor\u2019kij, non \u00e8 palesemente esibita ma se ne riconosce con facilit\u00e0 la copertina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di uno dei libri della \u201cbiblioteca formativa\u201d dei militanti antifascisti, soprattutto operai e comunisti, assieme a <em>Il tallone di ferro<\/em> di Jack London. Questi romanzi \u00a0erano pi\u00f9 efficaci di ogni saggio o discorso teorico, per favorire un primo approccio all\u2019antifascismo politico e al marxismo e la loro lettura rendeva esperienza concreta quanto affermato nelle\u00a0riflessioni di partito: la cultura, come viatico per la trasformazione personale e l\u2019emancipazione, che poi si traducevano nella partecipazione attiva alla lotta concreta. Non stupisce quindi che il Partito comunista ne curasse la distribuzione assieme al materiale di propaganda clandestino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riferimenti espliciti a <em>La madre<\/em> di Gork\u2019ij, come testo di formazione politica, si trovano tra le memorie degli antifascisti bergamaschi; in particolare nelle <em>Pagine di vita rivoluzionaria<\/em> (Edizioni Nuova STEP, Parma, [1971]) di Luigi Leris (Gracco) ci sono diversi rimandi e citazioni integrali del romanzo. Chiss\u00e0 se anche nella scelta del luogo in cui avvenne nel luglio del 1930 il primo \u201cconvegno\u201d dei comunisti bergamaschi pes\u00f2 la suggestione del romanzo di Gor\u2019kij. Per organizzare la riunione occorreva trovare un luogo sicuro e la questione fu affidata a Galimberti, che appena tornato dal confino aveva ripreso in pieno la sua attivit\u00e0 nel partito, ai fratelli Leris e a Giuseppe Cavalieri tutti lettori de <em>La madre<\/em>. Nel romanzo si legge:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paolo e Andrea non dormivano quasi la notte, ritornavano a casa verso l\u2019alba, prima del fischio della sirena, tutt\u2019e due stanchi, pallidi, colla voce rauca. La madre sapeva ch\u2019essi organizzavano riunioni nella foresta, presso lo stagno [\u2026].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Massimo Gorki, <em>La madre. Romanzo di vita russa<\/em>, Casa editrice Monanni, Milano 1928,\u00a0 p. 158, Biblioteca Isrec Bg)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">e Galimberti propose un bosco dalle parti di Redona, il quartiere di Bergamo in cui viveva&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro \u00e8 un messaggio rivolto ai compagni: la rassicurazione che il confino non l\u2019aveva piegato perch\u00e9 intatto restava il suo credo e l\u2019invito a continuare la lotta facendo crescere l\u2019opposizione al fascismo, per evitare che la repressione potesse stroncarne l\u2019azione. O forse quel libro, che porta quel titolo e che ha come protagonista un\u2019anziana madre, contiene un messaggio pi\u00f9 privato, diretto alla propria madre che, l\u2019anno prima, aveva cercato di ottenere per lui clemenza scrivendo direttamente a Mussolini. Non un rimprovero, quanto piuttosto il palesamento delle ragioni del rifiuto del figlio a piegarsi, tradendo tutto quello in cui credeva. Galimberti non parla, parlano per lui le pagine di quel libro, che ha in s\u00e9 la spiegazione del rifiuto della grazia, nonostante le sofferenze di sua madre, siamo per\u00f2 nel territorio delle congetture metatestuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornato dal confino Galimberti continuer\u00e0 nel lavoro clandestino per il Partito comunista fino alla scelta partigiana nella 53<sup>a <\/sup>Brigata Garibaldi. \u00c8 uno degli uomini della squadra di Giorgio Paglia catturati dalla Tagliamento durante il rastrellamento alla Malga Lunga il 17 novembre del 1944. Sar\u00e0 fucilato al cimitero di Costa Volpino il 21 novembre 1944.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><div class=\"videoContainer\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fisrecbg%2Fvideos%2F590800944845297%2F&#038;show_text=0&#038;width=560\" width=\"560\" height=\"315\" style=\"border:none;overflow:hidden\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" allowFullScreen=\"true\"><\/iframe><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luciana Bramati Un giovane uomo si fa fotografare in posa mentre legge un libro. Sullo sfondo si scorge l\u2019ansa del porticciolo di Ponza e sul retro della cartolina postale \u00e8 segnata a mano una data 1\u00b0 maggio 1929. In apparenza l\u2019innocua e stereotipata rappresentazione di una \u201cvilleggiatura\u201d&#8230; \u00a0se non fosse che l\u2019uomo \u00e8 Guido [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":8675,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[490],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8674"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8674"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8674\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8683,"href":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8674\/revisions\/8683"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8675"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8674"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8674"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8674"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}