{"id":8912,"date":"2022-11-02T16:07:36","date_gmt":"2022-11-02T16:07:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/?p=8912"},"modified":"2022-11-02T17:16:00","modified_gmt":"2022-11-02T17:16:00","slug":"lettera-aperta-alle-cittadine-e-ai-cittadini-bergamaschi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/?p=8912","title":{"rendered":"Lettera aperta alle cittadine e ai cittadini bergamaschi"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-8913 alignleft\" src=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/torre_dei_caduti-233x300.jpg\" alt=\"\" width=\"383\" height=\"494\" srcset=\"http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/torre_dei_caduti-233x300.jpg 233w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/torre_dei_caduti-768x991.jpg 768w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/torre_dei_caduti-794x1024.jpg 794w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/torre_dei_caduti-220x284.jpg 220w, http:\/\/www.isrecbg.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/torre_dei_caduti.jpg 945w\" sizes=\"(max-width: 383px) 100vw, 383px\" \/>Gentili cittadine e cittadini,<\/p>\n<p>domani sar\u00e0 inaugurata la Torre dei Caduti che rappresenta per l\u2019Assessore Brembilla \u201clo slancio verso l\u2019alto del centro piacentiniano\u201d, che per il Museo delle storie \u00e8 \u201csimbolo della Bergamo moderna\u201d, ma che per noi dell\u2019Isrec continua a rimanere un buco nero nella coscienza collettiva della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 al momento del primo restauro della Torre dei Caduti, promosso dalla giunta Gori nel 2015, avevamo scritto una lettera che siamo andati oggi a riprendere: un malinconico stupore ha accompagnato la constatazione che i nostri interrogativi di allora non solo rimangono ancora attuali, ma anzi sono forse diventati pi\u00f9 cupi e impellenti, quasi rabbiosi.<\/p>\n<p>Nel riproporvi la lettera del 2015 per prima cosa teniamo per\u00f2 a fare due precisazioni.<\/p>\n<p>Da una parte, il nuovo e imponente restauro della Torre, costato 150 mila euro, ha avuto per oggetto solo l\u2019esterno dell\u2019edificio e non ha dato una risposta alla domanda posta al tempo del primo restauro circa la necessit\u00e0 che si aprisse una riflessione sulla presenza del ritratto scultoreo di Locatelli al centro del sacrario dei caduti della Prima guerra mondiale al primo piano. La promessa fatta di apporvi almeno una stele esplicativa al fianco di un busto realizzato non per quel luogo \u00e8 sempre rimasta allo stato di promessa; se invece \u00e8 diventata azione operativa lo sapremo solo quando l\u2019edificio sar\u00e0 riaperto, perch\u00e9 nel realizzarla non \u00e8 stato per nulla coinvolto chi, come Isrec, aveva sollecitato quella promessa e vi aveva anche creduto.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte, rispetto a quanto scritto allora \u00e8 vero che \u00e8 cambiato il testo di presentazione della Torre che compare sul sito del Museo delle storie, ma \u00e8 altrettanto vero che il cambiamento ha sollevato in noi maggiori preoccupazioni. Leggiamo: \u201cnel 1936, su richiesta dell\u2019Associazione combattenti, vennero aggiunti otto bergamaschi morti in Africa Orientale, tra i quali Antonio Locatelli, ricordato anche nel ritratto scultoreo al centro della stanza, realizzato dallo scultore Giovanni Avogadri\u201d. Il 1936 \u00e8 l\u2019anno in cui anche Bergamo e le sue rappresentanze fasciste celebrano attraverso un\u2019attenta politica sul tessuto urbano le grandezze dell\u2019Impero fascista e gli eroi della guerra di Etiopia, come hanno dimostrato gli studi fatti per la costruzione del sito di memoriaurbana.it. Se il nome di Locatelli entra allora nella Torre, non vi entra il suo busto, come del resto non dice nemmeno il curato giro di frase della presentazione del Museo delle storie, che d\u00e0 invece per scontato quell\u2019atto di memoria pubblica con cui a Bergamo si celebr\u00f2 la guerra imperiale fascista.<\/p>\n<p>In secondo luogo, il contesto della nuova inaugurazione rende il nostro interrogarci pi\u00f9 cocente e pi\u00f9 arrabbiato. Il 2015 era l\u2019anno del Settantesimo della Liberazione, oggi siamo nel 2022 e, a cent\u2019anni dalla marcia su Roma, crediamo che i cittadini e le cittadine bergamasche si meritino un confronto pi\u00f9 franco con il fascismo e le sue imprese coloniali. Forse non ci siamo accorti a Bergamo del movimento Black Lives Matter? Forse non pensiamo che anche tra le nuove generazioni bergamasche ci sia il bisogno di fare i conti con il passato coloniale? e ci viene spontaneo pensare alle domande poste dalla Rete Adriana sul palco del 25 aprile\u2026.<\/p>\n<p>Certo la Torre sar\u00e0 pronta per l\u2019anno di Bergamo Brescia capitale della cultura e il busto della Torre potr\u00e0 simbolicamente riflettersi nelle luci dell\u2019installazione appositamente pensata per Piazza della Libert\u00e0, proprio l\u00e0 sotto il frontone che inneggia a Antonio Locatelli \u201ceroe della guerra e della rivoluzione\u201d, quasi ad omaggio verrebbe da pensare maliziosamente.<\/p>\n<p>Non ci si rimproveri infine come al solito di essere quelli che vogliono abbattere i monumenti: amiamo Bergamo come tutti e tutte e l\u2019abbiamo dimostrato con la cura con cui vi abbiamo raccontato la nostra citt\u00e0 in memoriaurbana.it. Ci si risponda invece sull\u2019immaginario che intendiamo costruire per la nostra citt\u00e0 e le future generazioni. Ripensiamo alla targhetta (cm 40X40) messa per le donne che sotto la Torre dei caduti manifestarono il 4 novembre 1943 e ci chiediamo e vi chiediamo: per quelle donne cosa significava celebrare il 4 novembre a nemmeno due mesi dall\u2019occupazione tedesca era chiaro, ma per noi oggi cosa significa inaugurare il 4 novembre la Torre restaurata? Celebrare le forze armate, i caduti che la Torre consacra come eroi della Patria, Mussolini che il 27 ottobre 1924 in occasione dell\u2019anniversario della marcia su Roma l\u2019inaugur\u00f2, la cittadinanza onoraria che quel giorno gli fu consegnata?<\/p>\n<p>Gli anni che sono passati hanno acuito il senso di inquietudine intorno a quella questione di memoria sui cui dal 2015 attendiamo un confronto aperto, se si vuole uno scontro, ma vero e chiaro.<\/p>\n<p>Di seguito il testo della lettera del 2015:<\/p>\n<p><em>Ci felicitiamo con l\u2019Amministrazione e gli Enti che hanno investito per il recupero di un luogo storico della citt\u00e0, ma come Istituto per la storia della Resistenza e dell\u2019et\u00e0 contemporanea poniamo una questione di memoria.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel centro del sacrario della Prima guerra mondiale al primo piano della Torre \u00e8 posto\u00a0<strong>il<\/strong> <strong>busto di Antonio Locatelli,<\/strong>\u00a0eseguito dallo\u00a0<strong>scultore Giovanni Avogadri,<\/strong>\u00a0acquistato dal Comune di Bergamo nel 1936 e nel 1937, dopo essere stato esposto per diversi mesi nella Sala degli Specchi, dal Podest\u00e0 donato alla costruenda Casa Littoria (oggi Casa della Libert\u00e0).<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 qui il luogo per ricostruire come all\u2019indomani della morte di Locatelli la Bergamo fascista fu percorsa dalla smania di dedicare busti a Locatelli, che Mussolini definiva &#8220;una delle anime pi\u00f9 pure ed intrepide del fascismo&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>Locatelli era morto a Lekemti nel 1936, in Africa Orientale, partito volontario per la guerra nel gennaio. In quella guerra, in quanto pilota, bombarda le citt\u00e0, gi\u00e0 &#8220;rese inabitabili \u2013 scrive- dai gas degli aerei&#8221; e non esita a giudicare questa sua opera di sterminio &#8220;un lavoro grandissimo&#8221;, che descrive in una lettera alla madre del 23 marzo 1936: &#8220;Ho volato gi\u00e0 4 volte su Harrar, 5 su Gaggiga, due su Dire Daua ed ho lanciato bombe con una precisione che potrai ammirare dalle mie fotografie fatte con la Leica [\u2026]. I nemici oppongono resistenza al centro, ma li teniamo bombardati che non possono pi\u00f9 mostrarsi alla luce del sole, saranno sgominati, sterminati e se vorranno resistere correranno il rischio di morire di fame. Sai che non possono muovere un autocarro senza che noi lo sappiamo e lo bombardiamo? Insomma un divertimento unico in barba ai nostri amici inglesi che avranno il mal di pancia a tutte le notizie delle nostre azioni travolgenti, e specialmente a sapere che sul lago Tana stanno gi\u00e0 scolpendo nel granito una gigantesca figura del Duce&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>Nell\u2019odio contro gli inglesi, &#8220;i porci&#8221;, e nella ferocia nel seminare la morte (&#8220;quando vedevo le bombe centrare le case, distruggere [\u2026] incendiare la cittadina in molti punti contemporaneamente, io che di solito sento un p\u00f2 di piet\u00e0 per il nemico, gioivo&#8221;) ritorna l\u2019eco del fascismo rivoluzionario che aveva visto Locatelli protagonista e per cui il fascismo della normalizzazione lo aveva esiliato alla carica di podest\u00e0 di Bergamo. Varr\u00e0 allora la pena sottolineare che il busto della Torre dei caduti non si trova l\u00ec a sottolineare \u201cil significato assunto [dalla Torre] all\u2019epoca della costruzione: luogo commemorativo in onore dei caduti della Grande guerra&#8221;, come recita il sito di Bergamo nella storia [oggi Museo delle storie]. Pare piuttosto pi\u00f9 plausibile che sia stato ricoverato l\u00ec quando Casa Littoria \u00e8 diventata Casa della Libert\u00e0 e, per un momento, Bergamo ha voluto mettere in soffitta la memoria di un eroe fascista (solo nel 1945 a Bergamo non si \u00e8 tenuta la rituale commemorazione in occasione dell\u2019anniversario della morte di Locatelli).<\/em><\/p>\n<p><em>E qui sorge allora la domanda: perch\u00e9 nel 70\u00b0 della vittoria sul nazifascismo Bergamo mette al centro del suo ricordo della Prima guerra mondiale, un eroe della rivoluzione fascista?<\/em><\/p>\n<p><em>Possibile che non si ricordi, in modo imperituro, il significato che ha avuto quella Torre e i caduti veri delle Prima guerra mondiale, non Locatelli, nel novembre 1943, quando grazie ad alcune audaci donne bergamasche il 4 novembre si era trasformato in una protesta contro l\u2019occupante e il suo alleato fascista, nata dal basso e che aveva per arma mazzi di crisantemi?<\/em><\/p>\n<p><em>I luoghi raccontano la storia delle citt\u00e0, ma anche le loro memorie.<\/em><\/p>\n<p><em>Ognuno in quanto cittadino \u00e8 chiamato ad essere responsabile della memoria della sua citt\u00e0 ed \u00e8 per questo che chiediamo all\u2019Amministrazione di considerare se non \u00e8 giunta l\u2019ora di fare i conti con la memoria di Locatelli,\u00a0di guardare alla sua figura storica, al suo significato nella storia del fascismo nazionale e chiedersi perch\u00e9 continuiamo a ritenere eroe cittadino un rivoluzionario fascista, dimenticando donne come\u00a0Emma Coggiola, Mimma Quarti, Bianca Artifoni, Velia Sacchi che seppero spendere la loro intelligenza, giovinezza e passione per liberarsi dalla societ\u00e0 fascista, dalla sua violenza e dalla sua falsit\u00e0.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Guardando all\u2019Europa viene da pensare a una donna francese ma d\u2019origine italiane e che con donne italiane sofferse nei Lager tedeschi e con lei osare gridare: &#8220;la verit\u00e0, vale a dire la trasparenza nei rapporti tra gli uomini&#8221; (Charlotte Delbo)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Isrec Bergamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gentili cittadine e cittadini, domani sar\u00e0 inaugurata la Torre dei Caduti che rappresenta per l\u2019Assessore Brembilla \u201clo slancio verso l\u2019alto del centro piacentiniano\u201d, che per il Museo delle storie \u00e8 \u201csimbolo della Bergamo moderna\u201d, ma che per noi dell\u2019Isrec continua a rimanere un buco nero nella coscienza collettiva della nostra citt\u00e0. 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