Leone Mutti “Fanfulla”. Partigiano, legionario

leone muttiAngelo Bendotti, presidente dell’Isrec Bg, racconta in  Leone Mutti “Fanfulla”. Partigiano, legionario (Il filo di Arianna, 2013) la biografia di una delle figure più insolite della Resistenza bergamasca.

Combattente irriducibile durante la lotta di Liberazione, non accetterà il “tutti a casa” dell’aprile 1945: il rientro nella normalità, nel vivere quotidiano, mentre sono già in atto le manovre per togliere alla Resistenza il suo profondo senso di rinnovamento, è impossibile per chi ha vissuto nella guerra civile anche lo scontro di classe, per chi ha finalmente intravisto, con l’orgoglio di averlo provocato, l’affrancarsi dei contadini della sua valle dai soprusi e dalle angherie secolari.

Fanfulla per questo deciderà negli anni tumultuosi del dopoguerra di entrare nella Legione Straniera, diventata paradossalmente un luogo in cui continuare a vivere in autonomia e libertà, un luogo in cui trova “i miei ideali di libertà, uguaglianza e fratellanza, tradotti quasi per destino nella lingua della mia seconda patria”

Leone Mutti è vissuto a lungo incrociando momenti drammatici a situazioni gratificanti e anche felici, ma ha comunque mantenuto fede ad alcune scelte compiute da giovane – davvero punti cardinali della sua esistenza -, scelte non facili e sovente contrarie al perbenismo dei più.

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