Isrec Bergamo firma l’appello sui fatti di Lovere

A sette giorni dallo scivolone in occasione della manifestazione contro la campagna referendaria di Matteo Renzi, la questura di Bergamo si macchia di un altro episodio caratterizzato da un misto di incompetenza e di violenza gratuita.
A Lovere ogni anno viene concessa la piazza per commemorare due fascisti collaborazionisti della legione repubblichina Tagliamento, una concessione che garantisce ai nazifascisti enorme e ingiustificata agibilità: la volontà della questura è proprio quella di far sfilare i nazisti e fascisti per le vie di una città che ha avuto i tredici martiri della lotta partigiana e che ne vede così sfregiata la memoria.
E’ proprio in piazza dei XXIII martiri di Lovere che si vede una prima componente antifascista rappresentata dall’ANPI. Al cimitero invece, ad esprimere l’indignazione per la sfilata fascista, è organizzato un presidio da Rifondazione Comunista. Infine, la rete antifascista bergamasca ALDO DICE 26X1 sceglie quest’anno di dare un segnale direttamente sul luogo dove avviene la “commemorazione” sul lungo lago.
La giornata viene gestita in maniera delirante dalle forze dell’ordine presenti: fanno passare “incolpevolmente” provocatori fascisti in mezzo agli antifascisti, e contrariamente a quanto avvenuto negli ultimi anni, non solo è concesso ai fascisti di formare un corteo verso il cimitero, ma viene presa l’allucinante decisione di sgomberare il presidio di Rifondazione davanti al cimitero stesso, bloccando contemporaneamente la componente antifascista sul lungo lago.
Ebbene sì: per permettere ai rifiuti della storia di sfilare per Lovere e compiere i loro “riti” apologetici, il vice questore Murtas dà l’ordine di caricare un presidio composto da persone palesemente del tutto pacifiche. Ovviamente gli uomini della celere non perdono l’occasione di sfoggiare un atteggiamento violento e improbo, degno dei fascisti appunto.
Risultato? Due persone anziane all’ospedale, con la testa rotta e la vista compromessa. Subito pronta la velina della questura che parla di due agenti contusi nel tentativo di forzare il blocco della polizia da parte dei manifestanti: fotografie e video smentiscono ogni atteggiamento aggressivo da parte degli antifascisti presenti, trattandosi per lo più di persone di una certa età, difficilmente immaginabili nel tentativo di sfondare un cordone di celerini.
Durante la protesta contro Renzi e la sua campagna referendaria volta alla riscrittura della costituzione abbiamo assistito ad una violenta repressione del dissenso, pratica in forte odore di fascismo.
Con l’atteggiamento inqualificabile e ingiustificabile nella giornata di ieri a Lovere abbiamo visto una commistione ineluttabile tra forze dell’ordine e neofascisti, negli intenti e nelle pratiche.
È necessaria una presa di posizione netta da parte di tutte le forze antifasciste per fermare sul nascere l’atteggiamento autoritario, repressivo e violento della questura di Bergamo. Non si può tacere di fronte alla riduzione degli spazi di democrazia a colpi di manganello.
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