Viva l’Italia libera

Siamo lieti di poter condividere con voi questo articolo scritto da Simona Marcelli, una studentessa di IV T dell’istituto ISIS Oscar Romero di Albino, e pubblicato sul giornale scolastico Senza pensieri, a proposito dell’esperienza fatta nell’ambito del progetto “Giovani testimoni di memoria”.

Viva l’Italia libera: La libertà attraverso giovani volti secondo la 4^T e la 5^B

Di solito quando ad un gruppo di adolescenti viene chiesto di approfondire un determinato tema storico la reazione è sempre la stessa: facce sconvolte il cui ultimo pensiero è la vita di persone vissute anni ed anni fa; facile pensare quindi che quando il nostro prof. Scudeletti ci ha proposto di partecipare al progetto organizzato dall’ISREC, Istituto per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea di Bergamo, la prima cosa che ci sia passata per la testa sia stata: “sbatti!”. Perché avremmo dovuto passare i nostri pomeriggi ad approfondire un argomento che all’inizio ci interessava poco? Come se giàPAPIS - 4T ROMERO non avessimo abbastanza cose da fare… La risposta è arrivata in corso d’opera, ma facciamo un salto indietro. Prima di tutto il progetto prevedeva, tra altre possibilità, anche la creazione di un manifesto che illustrasse la vita di donne e uomini bergamaschi che durante la Resistenza italiana hanno rischiato, e talvolta perso, la propria vita per il bene comune dello Stato. Ci siamo divisi in gruppi per poter lavorare meglio e ad ogni gruppo Elisa Pievani dell’Isrec ha consegnato un dossier al cui interno vi erano dei documenti, delle fotografie ed una piccola biografia della persona scelta da noi. Nei giorni successivi il grafico Dario Carta ci ha aiutato a scegliere come presentare nel migliore dei modi il nostro soggetto e poi finalmente siamo passati all’azione: 3 mesi per creare un manifesto. “Facile!” direte voi, ma non lo è stato per niente. In fondo come è possibile sintetizzare la vita di persone così immense in poche parole o attraverso un’immagine? E dico immense perché erano davvero così, nel senso che avevano un coraggio immenso, una forza immensa, ma soprattutto un amore immenso, non un amore verso una ragazza o un ragazzo, un amore verso la patria, verso la nostra Italia. E dopo questi 3 mesi di lavoro e tante incertezze finalmente i progetti erano pronti per essere consegnati e che dire, ne era valsa davvero la pena. Il 16 aprile cinque studenti per ogni classe coinvolta sono andati a Bergamo accompagnati dai loro professori ad una cerimonia organizzata dall’Isrec in cui tutti gli studenti delle scuole coinvolte avevano l’occasione di presentare i propri progetti: musicali, teatrali, visivi. Il clima in teatro era bellissimo: una marea di studenti nostri coetanei e con differenti background si erano riuniti per parlare di persone vissute anni fa le cui azioni avevano permesso all’Italia di essere libera ed erano tutti felici di farlo, e si erano impegnati tutti in modo eccezionale! Se all’inizio ci chiedevamo perché avremmo dovuto spendere il nostro tempo dietro a questo progetto, alla fine la risposta è arrivata : perché grazie a tutto ciò abbiamo potuto conoscere la vita di persone incredibili. Prendiamo ad esempio Anna Papis: lei aveva tutto, un lavoro da dattilografa, una famiglia, una casa, eppure ha deciso di aiutare la Resistenza, ha deciso di rischiare la propria vita per salvare prigionieri e partigiani. Ad averla una forza simile! Queste persone furono spinte da un amore incredibile verso la patria, verso l’Italia; quante volte ci capita di snobbarla. Noi giovani siamo i primi che sognano un futuro all’estero ma proprio durante questo progetto ci siamo sentiti tutti Italiani con la “i” maiuscola, ci siamo sentiti parte di qualcosa di bellissimo, abbiamo potuto anche noi amare l’Italia come non ci capita spesso di fare, e ci siamo sentiti in debito verso questi giovani ragazzi e ragazze che hanno deciso di rischiare tutto per permetterci di vivere una vita serena. Durante la cerimonia del 16 aprile c’è stato un momento in cui tutti insieme abbiamo cantato una canzone che durante la resistenza cantavano i nostri partigiani, e tutti insieme siamo stati, anche se diversi, una cosa unica: ITALIANI, e che dire, è stata una cosa fantastica. In conclusione quindi vorrei ringraziare il nostro prof. Scudeletti per averci permesso di prendere parte a questo progetto bellissimo, per averci permesso, anche se indirettamente, di apprezzare di più lo Stato in cui viviamo, attraverso la storia di persone che avevano più o meno la nostra età e che provenivano dalla nostra stessa città.

Simona Marcelli

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