“Accogli una mostra”, otto scuole hanno aderito al progetto dell’Isrec
Le mostre dell’Isrec continuano a vivere oltre le porte dell’istituto. Il progetto “Accogli una mostra” vedrà 8 scuole ospitare esposizioni dedicate al giorno della memoria, curate in passato dall’Istituto. Dal pomeriggio del 27 gennaio al 10 febbraio, saranno i ragazzi a fare da guida, sia al pubblico sia ai loro compagni.
Le Scuole
L’istituto superiore Betty Ambiveri di Presezzo ospiterà Quattro campi. La loro storia, la nostra memoria, con documenti storici e fotografie di Isabella Balena: oltre a nomi tragicamente celebri, quelli di Mauthausen Auschwitz, altri due luoghi — italianissimi, Fossoli e Bolzano — ricordano le responsabilità nostrane della Shoah. Al Belotti di Colognola, la mostra Inscritto nel blu del cielo verte sulla deportazione femminile.

In aula Un’iniziativa dell’Isrec nelle scuole (nella foto la vicepresidente Bramati)
Ai primi libri che nel nostro Paese hanno avuto il coraggio di raccontare la deportazione è dedicata “E tutto questo diventa una storia”, al liceo Oberdan di Treviglio. Due scuole medie, Caravaggio e la Enea Talpino di Nembro, si divideranno Disegna ciò che vedi, dove il campo di Terezin è visto attraverso i disegni di Helga Weissova. Con “Tutta questa gente giù lì desolata” le voci degli internati bergamaschi vivono alle medie dell’istituto comprensivo di Martinengo.
Attorno al personaggio di Charlotte Delbo, la scrittrice francese che Primo Levi consigliava di leggere, è costruita Una memoria a mille voci, al liceo scientifico Lussana. Alle medie di Gorle, infine, tornerà la video-installazione Bambini, con fotografie di Isabella Balena e voce di Rosanna Sfragara.
Il progetto: l’«autorevolezza di saper ascoltare»
Prima della (ri)apertura, gli studenti saranno coinvolti in un percorso di approfondimento, fra l’8 e il 23 gennaio 2018. Le mostre saranno allestite fra il 24 e il 25, per aprire al pubblico il 27 gennaio. L’attività può essere inquadrata nell’alternanza scuola-lavoro.
«Per l’Isrec il lavoro necessario di progettazione e realizzazione di una mostra è sempre un momento di sperimentazione, di intreccio tra intelligenza e fantasia per connettere la ricerca sul passato alla sensibilità del presente — commenta la direttrice dell’Isrec Bergamo, Elisabetta Ruffini —. Affidare le nostre mostre alle scuole, far diventare dei giovani guide alle nostre mostre significa metterci in gioco, aprirci al confronto. Crediamo infatti che compiere cinquant’anni di lavoro non vuol dire avere l’età per dare lezioni, ma avere ormai l’autorevolezza per sapere ascoltare».

