Il primo giorno di scuola a ottant’anni dalle Leggi per la difesa della razza

Il 12 settembre, nella nostra provincia, è il primo giorno di scuola. È triste ma doveroso ricordare che ottant’anni fa il nostro paese, diventato razzista per legge, espelleva da scuola allievi, insegnanti e personale, uomini e donne definiti per legge di “razza ebraica”.

La circolare dell'agosto 1938 spedita ai presidi della Provincia di Bergamo per segnalare i cognomi ebraici

La circolare dell’agosto 1938 spedita ai presidi della Provincia di Bergamo per segnalare i cognomi ebraici

Non ci furono atti di violenza antisemita, né voci di sdegno. Nell’indifferenza dei più, nel tornaconto di molti, la macchina dello Stato si mise in moto, con il ritmo implacabile della burocrazia, con la solerzia di un lavoro eseguito obbedendo, senza pensare, a disposizioni e circolari.

La dittatura fascista ruppe il processo democratico cominciato dall’Italia risorgimentale e cancellò dalla vita collettiva donne e uomini, vecchi e bambini: passo dopo passo li privò dei loro diritti di cittadini, della loro libertà, della loro vita;  passo dopo passo privò l’Italia di cittadini che qui erano nati e cresciuti o che, in fuga dall’antisemitismo che stava conquistando l’Europa, qui avevano trovato rifugio.

Con la fine del fascismo, con la nascita della Repubblica, gli italiani sono tutti ritornati ad essere cittadini e basta: uomini, donne e bambini che vivono insieme. E sarebbe bene che insieme non dimenticassimo che tra “l’elogio della purezza che protegge dal male come un usbergo” e “l’elogio dell’impurezza che dà adito ai mutamenti, cioè alla vita”, nella scia di Primo Levi, è sempre il secondo a renderci come collettività più forti:

“Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape: il fascismo non li vuole, li vieta, e per questo tu non sei fascista; vuole tutti uguali e tu non sei uguale. Ma neppure la virtù immacolata esiste, o se esiste è detestabile”.

                                                                                                   Il sistema periodico

La mostra 1938: Razzisti per legge

Pagina della "Difesa della razza"

Pagina della Difesa della razza

Una copertina della Difesa della Razza

Una copertina della Difesa della Razza

Oggi è disponibile una mostra che intreccia la storia nazionale a quella della nostra provincia per riflettere sui meccanismi che portarono l’Italia, tra superficialità e cinismo, a diventare razzista per legge. È la mostra 1938: razzisti per legge, presentata grazie al sostegno del Comune di Bergamo e in collaborazione con l’Isis Natta nel Giorno della memoria 2018. La mostra, che propone documenti inediti, è un’occasione per approfondire alcuni snodi fondamentali della storia del nostro paese e considerare quanto la grande Storia attraversi anche i territori e la quotidianità che viviamo.

L’Isrec, ideatore della mostra, la propone ora a scuole, comuni e parrocchie, circoli e associazioni, convinto che riflettere insieme sul passato è un modo per dare radice alla voglia di interrogare ed agire nel presente immaginando il futuro.

Per info e contatti: telefonare 035 23 88 49 o scrivere a mezzosecolodistoria@gmail.com.

 

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