HeART of Gaza – Children’s art from the Genocide
Mostra dei disegni dei bambini e delle bambine di Deir el-Balah fino al 1 dicembre

HeART of Gaza arriva anche all’Isrec e riempie la sala dell’Archivio delle Donne a Bergamo nel ‘900. HeArt of Gaza è una iniziativa avviata da Mohammed Timraz (Gaza) e Féile Butler (Irlanda), nata come scambio su WhatsApp di opere d’arte realizzate da bambini e diventata poi un’esposizione in varie città del mondo. a
In Isrec le copie di disegni dei bambini che vivono a Dier Al-Balah, al centro della striscia di Gaza, colorano le pareti dove di solito sono appesi i volti delle donne che per prime hanno raccontato all’Italia il complesso di Auschwitz. È così che la scelta obbligata dallo spazio a nostra disposizione per allestire la mostra itinerante – nata dal desiderio di Mohammed Timraz, di aiutare la sua comunità offrendo ai bambini e alle bambine di Gaza un tempo di riflessione, gioco e normalità dentro al tempo della guerra – ci ha messo sotto gli occhi la sovrapposizione dei tempi, degli spazi, delle vite come se una storia conosciuta, depositata nel presente come memoria consolidata, potesse portarne alla luce un’altra, nel vivo dell’unicità dell’esperienza di ciascuna, ma nella stessa tensione a risvegliare l’attenzione, la curiosità di sapere e l’inquietudine dell’intera comunità. La mostra è visitabile dal 5 novembre al 1 dicembre 2025 presso Isrec in via San Giorgio lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17.
La mostra sostiene il progetto “We are not alone” per dare il tuo contributo inquadrate il QR code o cliccate su questo link: https://www.paypal.com/paypalme/mohammedtimraz10
Abbiamo deciso che in occasione dell’inaugurazione di questa mostra predisporremo un quaderno dove scrivere i nomi dei bambini e delle bambine assassinati nella striscia di Gaza: li trascriveremo con le nostre mani e con quelle di chi vorrà aiutarci, estraendoli dalle liste oggi disponibili e predisponendo un quaderno della memoria. Vorremmo che quest’opera di trascrizione fosse un momento collettivo e ci impegniamo a far girare di associazione in associazione il quaderno che conserveremo nei nostri archivi, misurandone le lacune e lasciando che queste diventino interrogativi per la storia che dovremo scrivere domani.

