Some Strings – una coralità di gesti filmici per la richiesta di liberazione della Palestina
Proiezione e tavola rotonda – primo incontro del progetto Blackboard

Sabato 15 novembre alle ore 21.00 nella Sala dell’Orologio, dentro Casa della Libertà, ci incontriamo per il primo appuntamento del progetto Blackboard che Isrec ha deciso di sostenere come partner.
Qualche informazione di contesto
Blackboard in inglese significa lavagna ed è il termine scelto da J.L. Godard e J.P. Gorin del collettivo Dziga Vertov negli anni ’70 per parlare dello schermo del cinema, come simbolo attorno a cui costruire una pratica pedagogica legata all’esplorazione del margine, ossia di tutte quelle tracce di realtà sconosciute o silenziate.
Blackboard è curato da Francesca Ceccherini e organizzato da Lab80, e nasce dall’incontro tra arte, suono, cinema e storia per rispondere all’urgenza di generare nuovi spazi per la conoscenza e la libertà di espressione.
Il desiderio di fondo che lo anima è quello di riconsegnare alla collettività la Casa della Libertà, uno spazio storico della città di Bergamo attraverso la presentazione di opere contemporanee che si offrono come contro-narrazioni e voci indecifrabili del nostro tempo. Dentro questa logica di ri-significazione, Blackboard si propone come occasione di riflessione per indagare i processi di ri-significazione della memoria ed esplorare contemporaneamente le narrazioni decentrate e marginalizzate del nostro secolo.
A partire appunto dal 5 novembre 2025 nell’arco di un anno Blackboard proporrà quattro interventi attraverso proiezioni, rituali di ascolto collettivo e installazioni fonovisuali, sempre accompagnati da dibattiti e tavole rotonde.
Sabato sera alle 21.00 prende quindi il via questo progetto con la proiezione di “Some Strings”, seguita da una tavola rotonda con gli artisti Silvia Maglioni e Graeme Thomson, Yosr Gasmi e Mauro Mazzocchi, la semiologa Patrizia Violi e la nostra direttrice Elisabetta Ruffini.
Some Strings – una coralità di gesti filmici per la richiesta di liberazione della Palestina
Some Strings è un progetto artistico e audiovisivo nato da un corpo collettivo come atto di resistenza e come richiesta per la liberazione della Palestina. Registi e artisti di tutto il mondo hanno dato vita a un film corale che affonda le proprie radici in Palestina, dove il poeta e insegnante Refaat Alareer è stato colpito durante attacchi aerei israeliani insieme a sette membri della sua famiglia il 6 dicembre 2023. Nel suo ultimo poema If I Must Die, pubblicato cinque settimane prima del suo assassinio, Refaat Alareer invitava chi fosse rimasto in vita a costruire un aquilone, un oggetto storico di resistenza, con pezzi di spago – some strings appunto – e così anche ognuno dei suoi lettori coinvolto nel prendere parte a questo atto simbolico. In Some strings i brevi contributi filmici raccolgono questo messaggio viaggiando nei cieli dei nostri immaginari oltre le narrazioni istituzionali, attraverso un mosaico di voci e prospettive che si fanno veicolo di risonanza per la richiesta di libertà.
Vi lasciamo il link alla proiezione se vi va di condividere l’invito con qualcuno https://lab80.it/programmazione/some-strings

