“I conquistatori dell’impero” del presidente Bendotti, in Sala Galmozzi la presentazione con Gandi e Angeloni
“Tre vie, una piazza e un paesaggio”. Il sottotitolo dell’ultimo saggio del presidente dell’Isrec, Angelo Bendotti, testimonia l‘eredità, imbarazzante, della toponomastica fascista sopravvissuta alla Liberazione. Intitolazioni a nomi compromessi con il Regime: da don Reginaldo Giuliani ai vari — all’epoca «eroi», oggi criminali, sempre di guerra — Gennaro Sora e Antonio Locatelli. Ne riparleremo giovedì 11 gennaio, nella Sala Galmozzi di via Tasso 4, alle ore 18.
Siete tutti invitati!

La locandina All’evento dell’11 gennaio, Bendotti (foto al centro) dialogherà assieme agli assessori Angeloni (a sinistra) e Gandi (a destra) e al ricercatore dell’Isrec Andrea Pioselli
La presentazione
L’evento sarà l’occasione per incontrare un libro agile ma impegnativo come “I conquistatori dell’impero”, uscito lo scorso settembre per Il filo di Arianna (64 pagine, 8€). Oltre all’autore, Bendotti, interverranno il ricercatore dell’Isrec Andrea Pioselli e gli assessori del Comune di Bergamo Sergio Gandi (vicesindaco) e Giacomo Angeloni (Innovazione). Il dibattito sarà coordinato dalla direttrice dell’Istituto, Elisabetta Ruffini.
A questo indirizzo è disponibile la cartolina dell’evento
Il libro
«Ci si augura che il lettore resti soprattutto pensoso — scrive nell’Introduzione Elisbetta Ruffini, direttrice dell’Isrec Bergamo — nel constatare quanto nella costruzione dell’immaginario si inscrivono le risposte che diamo circa il passato di cui vogliamo farci custodi. […] A chi obietterà che raccontare la storia dei vinti del passato significa voler prendere rivincite a posteriori teniamo solo a precisare che con i giovani del nostro presente vorremmo condividere la convinzione che vittoriosi e vinti del passato fanno tutti parte della nostra storia e quindi devono essere studiati nel peso specifico delle loro scelte e delle loro azioni».
Uno studio come quello di Bendotti è la ricetta per «non farsi trovare impreparati di fronte alle possibili domande dei figli». Sul nostro sito, potete leggere una sintesi di alcune delle storie raccolte nei cinque paragrafi del volumetto, che si avvale anche del materiale archivistico (inedito) della Commissione toponomastica. Per ricordare, come annota Bendotti a chiosa della ricerca, che «Intitolare vie e piazze vuol dire forse anche mettere a tacere i sensi di colpa — è il monito delle pagine —: come avrebbero potuto “eroi a tutto tondo” macchiarsi di crimini così orribili? Non è possibile che questo sia stato compiuto da benemeriti della città, ricordati con lastre e targhe, addirittura con vistosi monumenti, davanti ai quali, ancora oggi, si tengono commemorazioni e celebrazioni».
Il libro è in vendita presso l’istituto (qui trovate le date della riapertura dopo le vacanze natalizie) oppure scrivendo a info@filodiarianna.eu. Vi aspettiamo all’incontro di giovedì!
Sui social
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