Sono passati 80 anni dall’ingresso degli Alleati nel Lager di Auschwitz, da quella che si ha l’abitudine di definire “la liberazione dei campi”, ma che forse più precisamente possiamo chiamare l’incontro tra “l’universo concentrazionario” e il “mondo degli uomini liberi”. Nell’atrio di quella che fu Casa Littoria e oggi è Casa della Libertà un’installazione fa spazio alla voce delle donne che, per prime, hanno raccontato Auschwitz all’Italia. Le loro voci si fanno coro e, in dialogo con quella di Primo Levi, abitano lo spazio davanti all’affresco di Antonio Santagata dipinto nel 1940, intitolato alla “Vita eroica di Antonio Locatelli” alla cui memoria, in quanto “eroe della rivoluzione” fascista – come recita la dedica sul frontone esterno – Casa Littoria era stata eretta.

Chi entra nello spazio tra la scalinata d’accesso e l’affresco è invitato ad aggirarsi nell’atrio ed è accolto da una televisione posta sotto l’affresco e da tre isole d’ascolto. La televisione trasmette in loop l’immagine di un uomo che racconta: è Primo Levi. Nei tre spazi d’ascolto, in comode sedute, si possono ascoltare le voci delle donne che evocano l’esperienza di Auschwitz, a partire dai loro corpi e dalle loro relazioni. Sullo sfondo, l’affresco di Santagata emblematicamente ritrae gli elementi della celebrazione dell’eroismo fascista: la glorificazione dell’impresa e della guerra, la sopraffazione del nemico, il diverso visto come nemico inferiore per “razza”, l’esaltazione della violenza. La consapevolezza che alla fine della catena di questa visione del mondo c’è il Lager è una conoscenza che Levi nel video afferma di voler condividere con tutte e tutti, in quanto uomini e donne che abitano questo paese. L’installazione invita ciascuno a chiedersi se questo desiderio di Primo Levi sia diventato una realtà del nostro presente, ma intende usare le sue parole come cornice per inquadrare l’incontro tra quanto nell’atrio si vede e quanto si ascolta.

L’intervista che continua a scorrere sullo schermo è stata concessa da Primo Levi alla RAI in occasione del trentesimo anniversario dell’ingresso dell’armata rossa a Auschwitz e trasmessa nell’edizione del telegiornale del 25 gennaio 1975. Levi con poche, semplici parole, individua il filo conduttore che lega i Lager al nazifascismo: non un inferno, non una necessità della guerra, ma specchio e realizzazione del progetto politico fascista basato sulla “consacrazione del privilegio e della disuguaglianza”, vale a dire impianti piloti del futuro programmato dal nazifascismo per l’Europa.

Nelle cuffie, a disposizione nelle isole d’ascolto, è proposta la lettura di alcuni estratti dai primi sei libri, tutti scritti da donne, che, dal 1945 al 1947, raccontarono Auschwitz all’italia (Se questo è un uomo di Primo Levi uscirà infatti solo alla fine del 1947, poi ci sarà un lungo silenzio fino al 1952). Per ogni isola d’ascolto abbiamo scelto due di questi libri, accoppiandoli e creando una partitura che intrecciasse le parole di quelle donne. Alla prima isola si potrebbe dare il titolo Il luogo, l’abitudine e l’incredibile; alla seconda Il corpo e l’orizzonte del lager; alla terza I volti e i gesti delle donne. In ogni isola, su tavolini, si possono toccare e sfogliare i libri proposti, insieme alle fotografie e a una breve biografia delle donne che li hanno scritti.

La vista e l’ascolto proposti dall’installazione mettono in cortocircuito i tempi dentro Casa della Libertà e rimandano visitatori e visitatrici alle proprie case, chiedendo loro di fare i conti con la nostra storia nazionale per radicare il significato delle parole “casa” e “libertà” dentro alla scelta del modo di abitare insieme il nostro Paese e il mondo.

Questa mostra è dedicata alla memoria della fragilità e della forza delle parole delle donne che per prime raccontarono Auschwitz.

L’installazione può essere richiesta per nuovi allestimenti e adattamenti, scriveteci a: info@isrec.it

 

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Curatela: Elisabetta Ruffini, Luciana Bramati e Rosanna Sfragara

Ideazione, ricerca, selezione citazioni e testi: Elisabetta Ruffini

Apparato iconografico: Luciana Bramati e Andrea Giovarruscio

Grafica e allestimento dello spazio: Federico Basile e Guadalupe Fervenza

Cura delle letture: Rosanna Sfragara

Voce: Rosanna Sfragara con Rosangela Pesenti e Ilaria Lanfranconi

Registrazione audio e montaggio: Roberto Cirillo “Zacca” con la collaborazione di Andrea Giovarruscio

Le citazioni lette sono estratte:

Nel primo spazio d’ascolto da Donne contro il mostro (Luciana Nissim e Pelagia Lewinska, 1946) e da Fra gli artigli del mostro (Frida Misul, 1946);

Nel secondo spazio da Questo povero corpo (Giuliana Tedeschi, 1946) e da A 24049 (Alba Valech Capozzi, 1946);

Nel terzo spazio da Il fumo di Birkenau (Liana Millu, 1947) e dalla testimonianza di Sofia Schafranov in I campi della morte in Germania nel racconto di una sopravvissuta (Alberto Cavaliere, 1945)

Il video di Primo Levi è un’intervista rilasciata al Tg della Rai il 25 gennaio 1975, ora in LABORATORIO LEVI” visibile in streaming su Rai Play. Per gentile concessione di Teche Rai.

Si ringraziano per la collaborazione Arianna Bertone (Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo), Sergio Visinoni (Lab80), Annalisa Ciampi (Teche Rai), Daniela Scala (Archivio Fondazione CDEC Onlus), Museo di Auschwitz-Birkenau.

 

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